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Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte. Edgar Allan Poe

Neil Mongillo

nasce a Salerno nel 1974. Laureatosi con lode in Lettere e Filosofia, presso l’Università degli Studi di Salerno, con tesi in “Storia della critica e della letteratura architettonica”; nel 2005, a fronte d’un incisivo approfondimento delle tematiche afferenti la simbologia e l’esoterismo nell’architettura del medioevo, intraprende una collaborazione con Alfredo Plachesi, titolare della cattedra di Storia dell’architettura presso l’Università degli Studi di Salerno, presupposto alla costituzione, nel corso di un biennio, di una equipe di ricercatori con competenze trasversali.

É di questi anni il contributo del Mongillo in ordine a lezioni monografiche eseguite presso l’Università, e l’assunzione d’un progetto di ricerca, volto a chiarificare i rimandi d’alcune espressioni architettoniche ai contenuti della dottrina gnostica.

Nel 2005 pubblica “Il sogno di Dio”, edito da Guida editore, prefazione del critico internazionale, Giovanna Scarsi. Romanzo-saggio di ricognizione, un excursus filosofico-psicologico, reso mediante una narrazione che lambisce il surrealismo onirico. Vincitore nel 2006 del premio nazionale dei “Martedì letterari”.  

Nel medesimo arco di tempo, si annoverano innumerevoli collaborazioni del Mongillo nel settore editoriale, partecipazioni e contributi che si susseguono su quotidiani e periodici d’ambito regionale e nazionale, e che gli consentiranno, nel 2007, di conseguire l’iscrizione all’albo dei giornalisti, elenco pubblicisti.

A partire dal 2008, il Mongillo si prodiga nella stesura d’un numero considerevole di saggi di critica letteraria e artistica. Nel frattempo, s’accresce il suo impegno nel settore delle indagini storico-architettoniche, che produrranno, nel 2010, la pubblicazione del romanzo-saggio “La rosa di Jericho”, edito da Guida editore, collana Lettere italiana. Un’opera narrativa complessa, nella quale s’esplicano i risultati conseguiti nell’ambito d’una lunga e estenuante ricerca, tesa ad approssimare le ragioni a sostegno dell’architettura medievale di Castel del Monte, a presupposti argomentativi teologici.

Dal 2011 al 2015 prosegue l’impegno nell’ambito delle indagini storico-architettoniche, e la contemporanea elaborazione di saggi brevi, sino alla stesura, nel 2018, del romanzo “Ruan Ka Tui”, edito in self publishing su Amazon, espressione, quest’ultimo, d’una concezione disincantata della condizione umana, proposta mediante una narrazione favolistica.

Bartolo Ayroldi Sagarriga

Nasce a Taranto, nel 1986.

Si laurea in Scienze filosofiche, nel 2011, presso L’Università degli studi di Padova, con una tesi intitolata “Chi è l’autore di un film?” opera tutt’ora di riferimento nella tematica dell’autorialità nell’arte cinematografica. Dirige tra il 2008 e il 2012 diverse lezioni e corsi sull’analisi filmica presso l’Università degli studi di Padova e il Liceo Scientifico L. Da Vinci di Treviso. Autore nel 2008 di un percorso di analisi sull’intera filmografia di S. Kubrick, intitolato “lo sguardo di Kubrick“.

Attivo dal 2003 nella produzione di cortometraggi e vincitore nel 2010 del premio come miglior cortometraggio veneto con il corto “Oltre, lo sguardo” al Festival internazionale del cortometraggio Fiaticorti. Festival del quale diventa direttore artistico nel 2011.

Porta il festival ad avere nel 2017 più di 3500 iscrizioni superando le 60 nazioni presenti in concorso.

Inizia l’attività di fotografo nel 2016 collaborando con il maestro d’orchestra Diego Basso.

Rudolf Kleninger

nasce a Kornweisteim, nel Land del Baden-Württemberg, il 13 marzo 1943.

Laureatosi in Filosofia, nel 1978, presso Universidad Anáhuac México Campus Sur, Ciudad de México; prende parte, nel corso degli anni ’80, alla spedizione archeologica di Xpuhil, sito archeologico precolombiano Maya, nella penisola dello Yucatán, nel sud-est dello Stato federato di Campeche in Messico. Esperienza, quest’ultima, che l’ebbe a segnare profondamente, e dalla quale trasse ispirazione per la pubblicazione del saggio: El reloj de bolsillo de los mayas, edito da Te’ Chan Ahk, nel 1987.

Nel 1989, quale ricercatore presso l’IRAP (Instituto de investigación de arte precolombino), approfondisce la tematica filosofico-artistica delle culture precolombiane, divenendo tra i maggiori esponenti della corrente Quetzalcóatl. É di questi anni la pubblicazione del saggio critico “La visión de la serpiente emplumada en la sociedad moderna”, e del romanzo breve “El quinto sol después de cuatro lunas”, pretestuoso escursus sulla sussunzione della filosofia entro il cosmo dottrinale delle credenze mitologiche.

A partire dal 1991 s’accresce la sua collaborazione con innumerevoli testate giornalistiche, tra le quali di notevole spessore il contributo reso alla rivista Teotihuacán, con puntuali disamine tese a tracciare e dissimulare il confine che determina il concetto di modernità dissociato dalla tradizione mitologica.

Nel corso del decennio successivo risulta impegnato nella stesura di innumerevoli pubblicazioni, nelle quali si evince un approccio sardonico e irriverente nei riguardi d’una visione dell’arte dissociata dalle dinamiche sociali. È di questa fase che, con estenuante rigore, il Kleninger propone un’incisiva critica del concetto d’arte elitaria, redarguendo (attraverso la pubblicazione di numerosi articoli) l’approccio inflessibile nell’orientamento interpretativo dei fenomeni, che incautamente non tiene conto del rischio d’ogni certezza, fattore determinate, a dire del Kleninger, per qualsivoglia presupposto di sviluppo. 

Si prevede per l’anno a venire la pubblicazione dell’ultima opera, attualmente in stesura, un testo bibliografico che avrà a raccogliere riflessioni e approfondimenti sul tema: condizionamenti culturali e sviluppo sociale.